I codici tributo sono, come dice il nome, dei codici identificativi da usare sul Modello F24 per indicare crediti e imposte. Ogni codice numerico indica una particolare fattispecie fiscale: in questo articolo parleremo del codice tributo 1631, cercando di spiegare a cosa serve e come e quando deve essere utilizzato

Prima di iniziare è doverosa una premessa per chi magari non sa con precisione cos’è un Modello F24. Si tratta semplicemente in una sorta di modello unico utilizzato in Italia per il pagamento di tasse, imposte e contributi che in passato richiedevano un modulo specifico ciascuno: inserendo i vari codici l’Agenzia delle Entrate potrà identificare subito e in modo univoco i dati presenti in ciascun campo di compilazione.

Il codice tributo 1631, nello specifico, potrebbe risultare di difficile comprensione e creare qualche problema a chi non è “del mestiere”, in quanto sicuramente non si tratta di uno di quelli utilizzati con maggiore frequenza. Pertanto in questa breve guida cercherò di spiegare in modo semplice cos’è e in quali fattispecie specifiche si deve utilizzare.

Con la risoluzione 13/E del 10 febbraio 2015, l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato i codici da utilizzare esclusivamente per la compensazione, le somme rimborsate e le eccedenze versate come ritenute e imposte sostitutive. Tra questi il codice tributo 1631, che si usa per inserire sul modello F24 le “somme a titolo di imposte erariali rimborsate dal sostituto di imposta a seguito di assistenza fiscale”. Un classico esempio è quello dei CAF per le prestazioni di assistenza fornite.

Ma come si compila il Modello F24 con il codice tributo 1631? Il contribuente deve inserirlo nella prima colonna delle imposte dirette (Erario), mentre la seconda deve rimanere in bianco. Nella terza colonna bisogna invece indicare l’anno a cui fanno riferimento le somme rimborsate mentre quella che indica gli importi a debito versati si lascia in bianco; infine in quella successiva si inseriscono gli importi a credito compensati.