L’adolescenza è uno dei periodi più complessi della vita. Si tratta infatti di un momento di profondo cambiamento, sia a livello fisico che a livello psicologico, il che può comportare disagi e cambiamenti anche del carattere che spesso mettono a dura prova i genitori. Ragazzi tranquilli che si riscoprono inquieti e ribelli, quelli che fino a poco prima sembravano solamente dei bambini sono sempre più irrequieti e cominciano a creare qualche problema, ragazzine prima timide che rispondono male ai genitori e non obbediscono… l’ingresso nell’adolescenza, quindi, è un momento difficile non solo per i ragazzi ma anche per i genitori che spesso non sanno come gestire al meglio questo momento delicato della vita.

Ne conseguono spesso difficoltà di comunicazione, problemi relazioni, mutismo, litigate e conflitti più o meno gravi, mentre il ragazzo rivendica una maggiore autonomia ed i suoi cambiamenti qualche volta spaventano i genitori. Come si affronta l’adolescenza di un figlio? Non esiste in realtà una formula magica per affrontare un simile cambiamento in maniera positiva o senza problemi. Non c’è una formula unica che aiuta i genitori a gestire e relazionarsi con un adolescente. Tuttavia c’è qualche consiglio che potrà tornarvi utile. Ne abbiamo parlato conla Dott.ssa Doriana Di Dio, psicologo a Bologna specializzato in disagi giovanili presso il centro Dedalus che ci spiega come relazionarsi con un adolescente.

 Relazionarsi con un adolescente: istruzioni per l’uso

  1. Attenzione, i compromessi servono. Esistono due modi sicuramente sbagliati per affrontare l’adolescenza del figlio: concedergli tutto e non concedergli nulla. Da una parte abbiamo l’adulto estremamente severo e rigido che pretende che il figlio resti ubbidente, quasi in adorazione di fronte alla figura genitoriale, ma questo non è possibile. Tuttavia neppure concedere tutto è giusto. L’adolescente rivendica una sua autonomia, questo è vero, e concedergliela a piccoli tratti è una prova di fiducia (che va meritata). Questo non significa che bisogna lasciargli il campo libero da regole e doveri, è assolutamente controproducente, soprattutto nei confronti dei giovani più ribelli e con un carattere forte. La via di mezzo è la migliore: un genitore sa che non è ‘amico’ di suo figlio, sa essere una figura parentale di un certo spessore senza per questo diventare un dittatore.
  2. Negoziare le richieste. Non bisognerebbe mai cedere tutto e subito di fronte ad un giovane ribelle. Si tratta di uno sbaglio di un certo spessore. Il genitore deve essere un adeguato filtro alle richieste del figlio. Un adolescente non può sempre sapere che cosa sia giusto o no per sé, a dispetto delle rivendicazioni di autonomia che porta avanti. Proprio per questo motivo è opportuno che sia il genitore ad agire come un filtro in grado di far fronte alle nuove esigenze del figlio, cercando di essere un tramite e di trovare compromessi senza cedere alle pressioni degli adolescenti.
  3. Non sottovalutare i problemi. Gli adulti a volte tendono a minimizzare i problemi che si verificano nel corso dell’adolescenza, ma anche questo è sbagliato. Sarebbe bene cercare di valutare con la massima attenzione i problemi che si possono verificare durante l’età dell’adolescenza. Non sottovalutate e non fraintendete neppure il silenzio dell’adolescente: nonostante si ponga in modo spesso scontroso rispetto agli adulti, all’adolescente importa del parere del padre e della madre. Come adulti, di fronte ai cambiamenti dei vostri figli, dovrete cambiare modo di atteggiarvi nei loro confronti: non sono più bambini e di conseguenza occorre che lo riconosciate. Responsabilizzarli è importante, senza lasciarli a loro stessi. Prenderli sul serio è fondamentale, senza però dare eccessivo peso alle loro richieste e soprattutto senza cedere solo perché si arrabbiano o si dimostrano vendicativi e scontrosi.