Quante volte avrete sentito dire al vostro bambino: questo è mio! Magari mentre stava giocando con il fratellino o con un suo amichetto, ma come comportarsi in questi casi? Si tratta di una fase che comincia intorno ai 18 mesi, per poi avere un picco verso i 2-3 anni. La notizia positiva è che trattandosi di una fase andrà a scemare con il tempo, man mano che il bambino cresce ed acquisisce nuove competenze sociali. I bambini di questa fascia di età si sentono al centro dell’universo e per questo, pur utilizzando motivazioni valide, è molto difficile fargli cambiare idea. Un bambino di 2 anni, quando si trova di fronte un altro bambino, lo vede come qualcuno da scoprire, ma tende agire sempre d’istinto. Ecco perché se portate vostro figlio al parco e un altro bambino è sull’altalena la prima cosa che vorrà fare è strappare l’altalena dalle mani dell’altro bambino per giocarci lui.

Il miglior metodo per insegnare la condivisione ai bambini è farlo cogliendo le tantissime situazioni che una giornata qualunque può offrire. Ad esempio, se vi vede con una borsa nuova vorrà sicuramente impossessarsene. In questo caso sarebbe utile coinvolgerlo chiedendogli di aiutarvi a portarla perché magari è troppo pesante. È, dunque, necessario intervenire nel quotidiano per insegnare i bimbi a condividere. Se avete più figli, il primo passo da compiere è quello di mettere tutti i giochi in un solo contenitore o un armadio in modo tale che tutti possono accedervi. Tutti possono giocarci a patto che si chieda sempre il permesso al proprietario. Con i bambini le parole valgono poco, sono invece molto importanti gli esempi pratici. I genitori devono dare esempio, quindi se tra di loro c’è condivisione anche il bambino sarà portato a condividere tutto. Ricordatevi sempre che i bambini non nascono nè possessivi e nè aggressivi, ma sono il frutto di quello che gli permettiamo di essere.

Se il bambino ha un atteggiamento possessivo/aggressivo è importante non alzare la voce, ma il comportamento vincente è quello di mostrargli con esempi concreti che fare quel gioco in due è molto più divertente che farlo da solo. Anche se il bambino è ormai grandicello, non dovete mai pensare che sia troppo tardi. C’è sempre tempo per insegnargli a condividere e mostrargli che ciò che è suo è anche nostro e viceversa. Una volta che hanno capito cos’è la condivisione e come si mette in pratica saranno sempre più propensi a farlo. Un altro metodo per insegnargli la condivisione è sicuramente attraverso il gioco. Ecco alcune idee di giochi che insegnano la condivisione e perché sono importanti.

Le automobili giocattolo

Le automobili giocattolo sono un gioco che fa impazzire i bambini poiché sono molto affascinati dal mondo degli adulti e per questo vogliono fare le stesse cose di mamma e papà. Queste speciali macchinine sono molto simili alle vetture reali e solitamente sono elettriche. Si tratta di un tipo di giocattolo che piace sia ai maschietti che alle femminucce e può essere utilizzato, in base alla grandezza, per diversi anni. Giocare con le automobili permette ai bambini di essere indipendenti e soprattutto di divertirsi un mondo. Inoltre, si tratta di un gioco molto utile per affinare le proprie abilità motorie, il senso dell’orientamento e la coordinazione. Infine si tratta di un gioco di relazioni, poiché è un gioco che permette di sfidare gli altri e di creare delle regole di gioco che vanno rispettate e si tratta di un ottimo metodo per invogliare a condividere il gioco con gli altri.

Le costruzioni

Le costruzioni sono forse tra i giochi quelli più conosciuti al mondo. In tutte le case e le scuole per l’infanzia non possono mancare questi mattoncini di varie dimensioni e materiali. Si tratta di un gioco che permette al bambino di migliorare le sue capacità motorie, migliorare l’equilibrio e stimolare la sua creatività. Giocare alle costruzioni è l’ideale da fare insieme ad altri bambini, poiché permette loro di condividere con un coetaneo un progetto o delle regole e di superare così la fase in cui si sente individualista. Le costruzioni, se fatte insieme a qualcun’altro, insegnano cos’è la cooperazione e il bambino impara a supportare il suo compagno di giochi aiutandolo a realizzare i suoi progetti e incoraggiandolo. Inoltre, in questo contesto, il bambino impara ad ascoltare in maniera attiva e, di conseguenza, imparare a comunicare e a scambiarsi idee e punti di vista. Infine, giocando in gruppo, imparano a raggiungere un obiettivo in maniera autonoma e senza l’aiuto di un adulto, seguendo il loro istinto nel bene o nel male.

Il nascondino

Il nascondino più che un gioco, è una tradizione che si tramanda di generazione in generazione. Questo gioco piace particolarmente ai bambini perché amano nascondersi e poi è divertente cercare gli amici e trovare nascondigli strategici per non essere trovati. Il nascondino è un gioco che va fatto in gruppo, per questo è da considerarsi un gioco di collaborazione. Quello che a prima vista può sembrare un gioco infantile, in realtà nasconde un grande insegnamento: collaborare con gli amici per raggiungere lo scopo, ovvero vincere.

Giocare con la palla

Cosa c’è di più semplice di lanciare e afferrare una palla? Il gioco con la palla, probabilmente, rappresenta uno dei primissimi giochi che i bambini imparano a fare. Dietro un gioco così semplice, però, si nascondono diversi insegnamenti. Giocare con la palle è un’attività di movimento che va svolta, possibilmente, all’aperto e che permette al bambino di sviluppare le proprie capacità di socializzazione e le abilità motorie. Ad esempio, è un’ottima attività per lo sviluppo della coordinazione occhio-mano. Quest’abilità consiste nel programmare una determinata azione in relazione al cambiamento delle variabili spazio-tempo. Lanciare ed afferrare una palla può sembrare un gioco semplice, ma in realtà si tratta di un esercizio che comprende due azioni diverse piuttosto complicate. Giocare con la palla richiede la presenza di almeno due persone, ma se fatto in gruppo è ancora più divertente. Inoltre, è un gioco consente al bambino di socializzare, collaborare con gli altri bambini per vincere una qualsiasi partita e di condividere lo stesso oggetto, ovvero la palla.