L’estate è alle porte e, sole e caldo ci fanno dimenticare il freddo e lo smog invernale. Che le città siano più inquinate di inverno infatti non è un caso, ma dipende in maniera sempre più correlata ai sistemi di riscaldamento di abitazioni e aziende e alla produzione industriale, più che al traffico automobilistico. Un po’ perché il parco di caldaie e impianti termici è piuttosto obsoleto nel nostro paese, un po’ perchéè il settore auto ha visto una grande evoluzione nelle normative e nella tecnologia, portando a circolare veicoli dalle emissioni ridottissime, quasi ai limiti della fisica.

Mi presento, sono Gilberto Tani, esperto di manutenzione per impianti a olio diatermico, e in questo articolo ti spiegherò perché il ruolo della manutenzione è così importante per il nostro pianeta, oltre che per l’azienda che tiene in ordine il proprio sistema termico.

Un grande condominio in centro a Milano, o un’azienda che produce surgelati prefritti ad esempio, bruciano quantità considerevoli di materia prima per il riscaldamento degli appartamenti o delle friggitrici. I più vecchi palazzi bruciano addirittura kerosene, mentre quelli un po’ più nuovi, così come le imprese, bruciano metano. Non è infrequente che questi soggetti brucino oltre 100.000€ all’anno di metano. Parliamo già di una quantità considerevole di metri cubi che diventa una quota considerevole di CO2, se va bene e tutto funziona, ma che aggiunge altri composti inquinanti se la combustione non è ottimale.

Un impianto a olio diatermico perfettamente manutenuto ha un rendimento superiore anche al 98%: significa che quasi tutta l’energia del gas viene tradotta in calore. Su una bolletta da 100.000€ significa che soli 2.000€ sono sprecati (il secondo principio della termodinamica ci dice che nessun impianto di trasformazione dell’energia può avere rendimento 100%). Inoltre l’impianto è sicuro.

Ma cosa succede se la manutenzione non è fatta a dovere?
1) Il rendimento diminuisce. Impianti vecchi e mal tenuti arrivano a rendimenti dell’80%, significa che ogni anno 20.000€ dei 100.000€ di metano bruciato vengono persi dento gli edifici non coibentati o lungo tubature non isolate, o ancora per riscaldare un olio diatermico ormai esausto e pieno di morchie e detriti. E se pensi che un intervento annuale di manutenzione costi alla peggio qualche migliaio di euro, i conti sulla convenienza sono presto fatti!

2) L’impianto diventa pericoloso, perché l’olio esausto ha un punto di autoaccensione molto più basso e se troppo degradato prende fuoco anche senza un innesco, per cui l’impianto rischia di prendere fuoco da un momento all’altro, mettendo a repentaglio la salute dei lavoratori e delle persone che abitano nelle vicinanze della fabbrica.

3) Si producono inutilmente tonnellate di CO2 e magari anche CO in più, sprecate, poiché non corrispondono a un reale utilizzo nell’impianto. Una efficienza del 20% inferiore produce il 20% in più di CO2, e per impianti industriali grandi può voler dire l’equivalente di altri condomini abitati da centinaia di abitanti.

4) Il costo dei prodotti aumenta per un aumento non controllato dei costi, a tutto svantaggio dell’azienda che è meno competitiva e del consumatore finale che pagherà di più il prodotto.

Ma che succede se il manutentore non è davvero esperto? Frequentemente accade che, in assenza di puntuali analisi presso un laboratorio certificato, il manutentore suggerisca di smaltire tutto l’olio e rimpiazzarlo con il nuovo. Impianti termici di queste dimensioni hanno oltre 20.000 litri d’olio diatermico, e spesso anche oltre 50.000 litri di olio diatermico. Stiamo parlando di svariate autocisterne di rifiuto speciale da smaltire.

Capirai bene quindi che se è possibile rigenerare l’olio diatermico anziché smaltirlo, è un risparmio sia per l’azienda che l’ambiente, poiché gli olii sono rifiuti speciali molto complessi da trattare!! Le tecniche per rigenerare l’olio diatermico esistono, sono ormai abbastanza consolidate per chi lavora nel settore e ha fatto dell’innovazione e del rispetto dell’ambiente una bandiera, e richiedono tra l’altro l’impiego di additivi in quantità minimale.

Insomma, spero di averti spiegato, con parole semplici, che la manutenzione conviene economicamente a tutti e protegge l’ambiente!

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