Uno dei problemi più importanti e fastidiosi per le aziende produttrici italiane è storicamente legato alla contraffazione. Soprattutto le grandi eccellenze del nostro territorio, da quelle enogastronomiche al mondo del fashion, devono lottare ogni giorno contro centinaia di tentativi di imitazione. Si pensi ad esempio al famoso “Parmesan” spacciato per Parmigiano Reggiano negli Stati Uniti.

Le soluzioni di anticontraffazione

La grande arma a disposizione delle nostre imprese per difendersi dai molteplici tentativi di plagio in giro per il mondo si chiama RFID. Per essere più precisi, si tratta di sistemi anticontraffazione, come quelli sviluppati da Alfacod, costituiti da etichette con un tag RFID integrato. Molti prodotti, infatti, sono etichettati con un tag RFID in filigrana che rappresenta, a grandi linee, il certificato di autenticità del prodotto. Racchiude le informazioni fondamentali e, di fatto, non è replicabile. In tal modo, il consumatore sa che nel momento in cui acquista un prodotto e questo non riporta l’etichetta RFID del produttore, ci si trova di fronte a un falso.

Altri sistemi anticontraffazione

Un altro metodo per evitare di vedere i propri prodotti contraffatti è rappresentato dal DataMatrix. Si tratta di un codice a barre bidimensionale 2D che racchiude una grande quantità di informazioni tra cui, ad esempio, un codice identificativo dell’originalità del prodotto.

Le applicazioni più frequenti per il codice DATAMATRIX sono quelle di marchiare piccoli oggetti, ciò è dovuto alla grande capacità di codificare una cinquantina di caratteri in una dimensione cha va dai 2 ai 3 mm e di essere letto con un contrasto appena del 20%. Il codice DATAMATRIX ha una grandissima scalabiltà e può essere tanto piccolo fino a 300 microns.

Altra via possibile, per quel che riguarda l’anticontraffazione, è quella che vede l’utilizzo di un altro codice 2D, il più famoso QR Code.

In un solo crittogramma possono essere contenuti fino a 7.089 caratteri numerici o 4.296 alfanumerici. Genericamente il formato matriciale è di 29×29 quadratini e contiene 48 alfanumerici.

In alcuni settori questo viene stampato con un particolare inchiostro all’interno del packaging del prodotto che lo rende invisibile e leggibile solo attraverso un particolare laser.

Nel mondo dell’automotive, spesso si fa utilizzo dell’incisione laser di codici o numeri di serie per assicurare l’autenticità delle varie componenti (questo avviene ad esempio per i telai delle automobili, identificati da un codice univoco non replicabile).