Manicure di tendenza: i finish che stanno sostituendo il classico lucido nelle richieste in salone

Dal trasparente specchiato alla palette dei finish moderni

L’evoluzione della domanda in cabina

Fino a pochi anni fa bastava un top coat brillante per soddisfare la maggior parte delle clienti. Oggi, invece, il colloquio iniziale in salone assomiglia sempre più a un briefing: si parla di texture, riflessi, gradi di opacità e persino di sensazioni tattili.

L’esplosione dei social ha accelerato il passaggio da un concetto di “smalto-colore” a un ventaglio di effetti superfice. Le consumatrici arrivano già informate e con screenshot salvati; chiedono unghie che raccontino qualcosa, che abbiano carattere ma restino portabili nella vita quotidiana. Il risultato è una tavolozza di finish che si contaminano a vicenda, aprendo spazi creativi prima riservati solo alle passerelle.

Glazed finish: lucentezza zuccherina senza eccessi

Tecnica e abbinamenti cromatici

Chiamato anche “donut glazed” dopo la manicure sfoggiata da Hailey Bieber, questo finish regala una lucentezza lattiginosa che ricorda la glassa. Si ottiene con micro polveri perlanti stese su una base lattescente o nude, sigillando poi con un top coat elastico.

Funziona bene su tutte le forme di unghia, ma dà il meglio su lunghezze medio-corte, dove la luce rimbalza senza distorsioni. I toni preferiti: rosa cipria, beige e bianco satinato; nuance neutre che amplificano la brillantezza senza scadere nell’effetto “gelatina caramella”.

Metalli liquidi e cromature: quando l’unghia diventa gioiello

Mirror effect in pratica

Più scenografici, ma sorprendentemente portabili se declinati su unghie ovali o a mandorla, i finish cromati stanno vivendo un picco di popolarità. La clientela li apprezza perché trasformano la mano in un accessorio di luce: un colpo solo che sostituisce anelli e bracciali quando si vuole un look essenziale.

Il risultato dipende dalla riflettenza del pigmento e dal colore di base. Argento su base bianca crea un effetto “accessorio high-tech”; oro su nude scalda e rende più femminile; cromo blu o verde enfatizza outfit sportivi. Per chi desidera un percorso tecnico dettagliato, la guida pubblicata da Accademia Unghie illustra materiali, passaggi di stesura e varianti cromatiche, offrendo un riferimento professionale immediatamente spendibile in salone.

Dopo la sigillatura, è buona pratica lucidare con buffer a grana finissima: non per aumentare la brillantezza, che è già massima, ma per eliminare micro-porosità dove i detergenti domestici potrebbero annidarsi e opacizzare il finish.

Texture soft-touch e opachi setosi: equilibrio tra colore e materia

Mantenere la durata senza rinunciare alla sensorialità

Se cromature e glazed parlano al senso della vista, i finish soft-touch puntano anche sul tatto. Parliamo di top coat opachi arricchiti con polimeri vellutanti: una volta polimerizzati, regalano una superficie setosa che invita a essere toccata.

La tenuta è paragonabile a quella di un lucido tradizionale, purché si applichi uno strato intermedio di gel sigillante prima del top matte. Così si evita che pigmenti scuri (nero, bordeaux, verde bosco) risultino polverosi dopo qualche giorno. Il trend soft-touch convive bene con micro-dettagli lucidi, ad esempio una french ton sur ton o sottili linee metalliche, creando contrasti che prolungano l’interesse visivo senza appesantire l’insieme.