Se sogni di lavorare in un ambiente stimolante e divertente, circondato da bellezze naturali e persone accoglienti e sorridenti, l’Australia potrebbe essere il paese giusto per te. Per andare a lavorare in Australia però è bene decidere con quale scopo si vuole partire, informarsi su quali siano le possibilità di impiego e quali zone è meglio scegliere per cominciare la propria carriera.

Alla tua prima esperienza in Australia avrai due opzioni per raggiungere il paese: con un visto Student, che ti permetterà di lavorare part-time per la durata del corso di studi, oppure con un visto Working Holiday, della durata di un anno, durante il quale potrai lavorare a tempo pieno ma per un massimo di 6 mesi per lo stesso datore di lavoro. Nel primo caso lo stipendio basterà per ripagare la scuola, l’alloggio e la vita in Australia, quindi potresti rimanere senza molti risparmi; invece con il Working Holiday Visa riuscirai quasi certamente a guadagnare abbastanza per poterti permettere qualche sfizio o per poter mettere dei soldi da parte. Entrambi questi visti sono stati pensati come visti temporanei, quindi al termine del corso di studi o allo scadere dell’anno di Working Holiday, è obbligatorio tornare a casa.

Se l’obiettivo è quello di rimanere in Australia a lungo termine e costruirci una carriera, dovrai trovare l’opportunità giusta durante la tua permanenza temporanea per trasformarla in definitiva. Ovviamente, è più facile a dirsi che a farsi: dovresti trovare un datore di lavoro che sia disponibile a farti da Sponsor, ovvero che investa dei soldi per fare in modo che tu possa rimanere a lavorare presso di lui per un periodo iniziale di due anni. Perchè ciò avvenga la tua presenza, le tue caratteristiche e le tue competenze devono costituire un valore aggiunto per l’azienda: dovrai essere praticamente indispensabile. E non è finita qui: il primo requisito per ottenere un prolungamento del visto è un’ottima conoscenza della lingua inglese. Per questo motivo vale la pena investire in un corso di inglese direttamente in Australia, se la speranza è quella di emigrare, che permetta di raggiungere un buon livello di lingua. Ci sono alcuni lavori per cui gli italiani vengono preferiti a stranieri di altre nazionalità, in particolare nel settore hospitality e quello edile.

In alcune zone dell’Australia è recentemente diventato più facile emigrare: ad esempio, nel Western Australia, trattandosi di una zona regionale, l’immigrazione è quasi incoraggiata. Chi ha un contratto per un lavoro retribuito della durata di almeno sei mesi può richiedere un visto chiamato Skilled Visa, che permette di allungare la propria permanenza in Australia: non tutti i lavori però stanno a questa regola, infatti il governo del WA ha creato una lista con tutte le professioni che danno diritto ad applicare per lo Skilled Visa. Il modo migliore per scoprire quali opportunità di emigrare si hanno è mettersi in contatto con un Migration Agent, ovvero un esperto in campo di migrazione.

Ci sono una serie di lavori che vengono maggiormente ricercati, in tutte le zone dell’Australia: in primis nel campo dell’hospitality (hotel, ristoranti e simili) i datori di lavoro sono sempre alla ricerca di personale, specialmente stranieri, per potersi rivolgere al maggior numero di nazionalità possibili. Anche nel campo dell’educazione e della cura dei bambini ci sono numerose open positions: spesso è richiesta una qualifica per poter lavorare in questo settore, ma la richiesta è alta e i corsi professionali hanno costi inferiori rispetto alle università italiane. Un altro settore in continua ricerca di manodopera è quello edile: operai, muratori, e così via sono molto richiesti dai datori di lavoro australiani.

Gli stipendi, come forse saprai, sono abbastanza alti paragonati a quelli italiani; proprio per questo anche la vita è più costosa, ma comunque chiunque lavori a tempo pieno riesce a mantenere uno stile di vita più che dignitoso, riuscendo a permettersi anche qualche sfizio. Lavorare in Australia, in conclusione, porta molti benefici, e ormai non è più così impossibile immaginarsi una carriera dall’altra parte del mondo, quindi perché non tentare?