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La casa passiva è un’invenzione (geniale!) dei signori Adamson e Feist, e che permette a chi ci vive di risparmiare il più possibile a livello energetico. Essi sostanzialmente hanno inventato quella che oggi chiamiamo l‘edilizia sostenibile. Ecco che da allora sono cominciate a diffondersi le case che non necessitano di essere riscaldate. nemmeno in inverno. Nemmeno nei posti dove i gradi della temperatura scendono sotto lo zero. Si pensi infatti che prima che in Italia, queste case sono arrivate nei paesi dell’Europa del nord, tra cui in Svezia, Olanda ed Austria. Come apprendiamo dal sito di estudoquarto, noto studio di architettura attivo nel settore delle ristrutturazioni minimal e case passive in legno, nel nostro Paese qualcosa è stato fatto, ma si sta ancora cercando il modo migliore per adeguare il tutto. Il progetto originale è stato fatto basandosi sul clima continentale, nella regione mediterranea abbiamo invece un clima diverso, quello temperato. Apprendiamo inoltre quali sono gli accorgimenti alla base di questo tipo di edilizia sostenibile e ve li proponiamo qui di seguito.

Isolamento termico: il materiale isolante è più spesso e viene posto nell’ultimo strato della parete, quello cioè più vicino all’esterno.

Calore interno: è possibile averlo grazie all’elevato isolamento termico, oltre che da quello emanato dal sole che filtra dalle finestre, dalla cucina in uso, dagli elettrodomestici e dalle stesse persone che vivono in una casa.

Finestre termiche: i vetri non sono doppi, bensì tripli e isolano più delle cornici degli infissi. Ecco che per irradiare calore le case passive vengono fatte con meno finestre rispetto alle case tradizionali, ma di dimensioni maggiori.

Ventilazione: essa è controllata, prima di circolare al di fuori, l’aria che entra assorbe fino all’80% del calore di quella in uscita. Questo è possibile grazie ad un sistema che integra un motore altamente efficiente con un dispositivo ad hoc che si occupa dello scambio di calore. Questo sistema è utile sia per contrastare l’aria viziata che per rendere quanto più uniforme la temperatura nelle varie stanze.

Forma ed esposizione: molto importante è la forma dell’edificio affinché l’esposizione sia corretta in modo da consentire alle pareti poste al sole di assorbire correttamente il calore. Inoltre anche il volume è determinante, quello compatto mantiene maggiormente il calore.

La progettazione delle case passive

Lo studio per la progettazione di una casa passiva è uno dei passaggi fondamentali, che richiede sia lo studio dell’esposizione sola che della geotermia, vale a dire del calore naturale del terreno dove andare a costruire la casa. Circa i materiali si può spaziare, si può usare il legno, come il cemento o i mattoni. Ma ciò che può fare la differenza sono gli elementi architettonici, tra i quali si annoverano anche le piante. Questo perché anche la piantumazione di specifiche specie vegetali rientra nello studio progettuale di una casa passiva.

Quanto costa una casa passiva?

Si entra qui in uno degli svantaggi di questa soluzione sostenibile, il costo ad oggi è abbastanza alto. Esso è dovuto principalmente da tre cose: le tecnologie d’avanguardia, i materiali di elevata qualità e la specializzazione dei professionisti. Questo vuol dire che nonostante vi sia un notevole risparmio a livello di bollette per luce e gas, l’investimento iniziale per una casa passiva può essere ammortizzato in un arco di tempo decisamente lungo.

Si stima comunque che il risparmio complessivo si attesti su una percentuale molto elevata, pari al 90%. Infatti la prima casa passiva in legno che è stata fatta in Lombardia, una villetta di 600 mq distribuita su 3 piani, per il primo anno sono stati fatti consumi per riscaldamento e raffreddamento pari a 100 euro!