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Tra le spese sanitarie detraibili al 19% figurano quelle relative all’acquisto materassi, ma è bene sottolineare che per potervi rientrare ed essere quindi ammesse nella detrazione devono sussistere i seguenti requisiti: il materasso deve essere un ausilio antidecubito ed avere l’etichetta CE, deve cioè essere inserito nel Nomenclatore dei Dispositivi Medici delle protesi, e deve esserci un certificato di un medico specialista che ne attesti l’effettivo bisogno per motivi di salute del paziente. In alternativa a questo certificato può esser fatta un’autocertificazione sostitutiva, la cui responsabilità è in capo a chi presenta la dichiarazione dei redditi.

In passato a tal riguardo c’è stata un po’ di confusione e venivano presentate autodichiarazioni in abbondanza, senza cioè tener di conto dei requisiti che abbiamo appena specificato. Ad oggi, come chiarito, la situazione è diversa. La necessità ed il tipo di dispositivo vengono adeguatamente controllati e c’è un iter particolare da seguire per inserire la spesa sanitaria del materasso tra quelle detraibili nel 730.

Cosa fare per ottenere lo sgravio fiscale?

 In primo luogo, come anticipato, per poter essere portato in detrazione, il materasso deve rientrare nell’elenco dei Dispositivi Medici che il Ministero della Salute ha stabilito e deve arrecare il marchio CE, marchio che attesta che la relativa realizzazione è avvenuta in maniera conforme alle direttive dell’Unione Europea.

Occorre quindi conservare tutta la documentazione relativa all’acquisto del materasso antidecubito e presentarla ad un commercialista, consulente fiscale o ad un Caf: fattura, scontrino e documento con indicate le informazioni più importanti del materasso, tra cui appunto la marcatura con il simbolo CE. Nella fattura deve comparire il codice fiscale della persona che soffre della patologia che richiede quel preciso dispositivo medico.
Tali documenti andranno conservati almeno 5 anni, al pari di tutte le altre spese inserite tra le voci della dichiarazione dei redditi annuale.

Come beneficiare dell’Iva agevolata al 4%

La detrazione dei redditi al 19% non è l’unico beneficio che alcune categorie possono avere. Infatti chi ha delle menomazioni funzionali permanenti ed è considerato disabile può acquistare protesi, ausili e mezzi per la deambulazione, per la locomozione, sussidi tecnici ed informatici pagando il 4% dell’Iva. Tra questi figurano per esempio i letti ortopedici antidecubito, ma anche i cuscini antidecubito, i pannoloni, le sedie a rotelle ecc. Ci teniamo inoltre a specificare che le agevolazioni sono compatibili le une con le altre e quindi la spesa sostenuta pagando il 4% dell’Iva può anche finire tra le spese sanitarie da detrarre al 19%, superata la franchigia di 129 euro.

Trattandosi di uno sconto diretto sul pagamento, in questi casi è importante presentare la documentazione relativa alla propria condizione in anticipo sull’acquisto. In particolare ciò che si rende necessario è consegnare al venditore la prescrizione che lo specialista dell’Asl di appartenenza ha rilasciato. In questa prescrizione, oltre ai dati identificativi del soggetto, non devono mancare le informazioni relative al tipo di invalidità funzionale di cui soffre. Le forme ammesse sono 4 e devono avere tutte un carattere permanente, esse devono essere invalidità funzionali di tipo visivo, uditivo, motorio e di linguaggio.