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Viene sempre più raccomandato il consumo del melograno, un frutto che ha molte proprietà antiossidanti e sostanze nutritive. Mangiare il frutto composto da piccoli acini non è però molto pratico, la soluzione quindi per incamerare tutti i suoi principi nutritivi in modo veloce e senza sprechi è quella di spremerlo per ottenerne il succo, vediamo come poter fare per scegliere i frutti migliori ed avere così una bevanda dissetante ed energetica.

La sua buccia non deve presentare spaccature, macchie, né avere un colore particolarmente lucido. Per mantenerlo al meglio, prima della consumazione, o in questo caso prima dell’estrazione del suo succo, si può mettere in frigorifero e tenercelo fino a 2 settimane.

Il succo si estrae allo stesso modo di un arancio: si taglia il melograno a metà e lo si strizza utilizzando uno spremiagrumi, che può essere manuale oppure elettrico. Dopodiché con un colino si filtra il succo che conterrà qualche residuo della pellicina gialla della parte interna del frutto, ma che consigliamo di assumere in quanto contenente delle preziose sostanze nutritive.

Ovviamente ci sono altri modi per ricavare il succo di melograno, come quello che prevede l’impiego dello schiacciapatate per esempio, ma questo è quello più semplice e veloce. Inoltre, a differenza di altri, le probabilità di macchiarsi sono basse. Lo specifichiamo in quanto gli arilli, cioè i semini del frutto, generano delle macchie indelebili sui vestiti e sui tessuti in generale! Ecco che per non ritrovarsi le dita sporche può essere utile anche tagliare il melograno indossando dei guanti di gomma monouso.

C’è chi sgrana questo frutto sotto l’acqua del rubinetto e senza dubbio si tratta di un metodo comodo, tuttavia il succo derivante sarebbe meno puro in quanto tratterrebbe inevitabilmente un po’ d’acqua. O, ancora, c’è chi sgrana battendo il dorso del melograno tagliato a metà con un cucchiaio o chi invece usa uno sgranatore ad hoc, un utensile a detta di molti indispensabile.

L’uso dell’estrattore a freddo invece secondo noi è utile, ma dopo aver già usato lo spremiagrumi. Può fare la differenza cioè dopo che si è già ottenuto del succo, per spremere ancora meglio gli arilli ed ottenere ancora un po’ di succo che senza l’estrattore verrebbe perso. Questo secondo passaggio è assai importante in quanto la parte più dura degli arilli contiene delle proprietà antitumorali. Infatti molte aziende cosmetiche e case farmaceutiche usano gli arilli per estrarre l’olio di melograno, che è in grado di combattere l’invecchiamento dei tessuti.

Centrifuga o estrattore?

Ovviamente, anche con l’apparecchio noto con il nome di centrifuga si può fare un succo di melograno, ma il risultato contiene meno sostanze nutritive rispetto al succo estratto a freddo.
Il vantaggio dell’estrattore è che si possono combinare gusti, cioè frutti ed ortaggi diversi, ed ottenere così succhi misti ancor più benefici. Ecco che segnaliamo per esempio i seguenti estratti, facili da fare, buoni e salutari.

1 melograno, 1 barbabietola, 1 po’ di zenzero fresco;

1 melograno, 1 mela, 1 limone senza buccia;

2 melograni, 1 lime, 1 po’ di zenzero fresco.

Come assumerlo

Iniziamo con il dire che date le sue proprietà benefiche il succo di melograno andrebbe assunto tutti i giorni nel periodo della sua reperibilità. Il momento ideale della giornata sarebbe la mattina e la temperatura migliore quella ambiente. Non a caso per fare il pieno delle sostanze nutritive è preferibile berlo subito dopo la sua preparazione, con lo stomaco a digiuno, prima cioè di fare colazione.

Come conservarlo

Il modo migliore è bere il succo dopo averlo estratto, senza ricorrere alla sua conservazione. Se chiuso ermeticamente in una bottiglia di vetro può stare fino a 3 giorni in frigorifero e fino a 3 mesi in freezer, ma tale scelta ha poco senso. Più passa il tempo e più si incorre nell’ossidazione e la conseguenza è che le sostanze preziose di questo succo che contiene il 40% del nostro fabbisogno giornaliero di vitamina C vengono meno. Sarebbe un peccato no?